L’Idrogeno Sarà Il Combustibile Ecologico Del Futuro

L’idrogeno è l’unico combustibile che si può estrarre dall’acqua, presente in quantità molto abbondante sulla terra. Grazie ad esso potremo sostituire, nei prossimi decenni insieme allo sfruttamento delle rinnovabili (fotovoltaico, eolico ed il nuovo sistema wave pump) i combustibili basati sul petrolio (benzina, diesel) utilizzati maggiormente per i mezzi di trasporto. In passato il problema dell’idrogeno era legato strettamente alla sua produzione, dovuta al fatto che per ricavarne delle quantità specifiche, bisognava ricorrere ai combustibili basati sul petrolio. Oggi non è più cosi, in quanto le tecniche di produzione dell’idrogeno insieme alle più diffuse fonti di energia rinnovabili presenti oggi il problema è stato risolto.

Ricavare l’idrogeno oggi non è per niente dispendioso, infatti attraverso il processo dell’ Elettrolisi dell’acqua e Processo cloro-soda si riescono a ricavare ingenti quantità di idrogeno con un dispendio di energia relativamente più basso rispetto al passato, cosi da renderlo soprattutto conveniente. Con l’elettrolisi non sono necessari prodotti fossili, potendo così produrre l’idrogeno con l’ energia elettrica prodotta da qualsiasi fonte. In quella che viene chiamata “Economia dell’Idrogeno”, la produzione di questo gas avviene grazie a fonti rinnovabili così da ottenere nuova energia pulita e rinnovabile. Oggi con questo metodo, la produzione dell’idrogeno avviene in positivo, infatti: per produrre un kg di idrogeno occorrono 45 kWh di energia con il metodo classico, fino ad arrivare a soli 18,5 kWh se la reazione avviene su speciali nanotubi.

Entro il 2020, il Doe, Dipartimento di energia statunitense, ha fissato un limite di 43 KWh di consumo di energia elettrica per kg di idrogeno prodotto. Per ora il modo più efficiente di produrre idrogeno per elettrolisi prevede il consumo di 18,5 kWh ed è stato messo a punto dall’Iccom-Cnr; questa tecnica vede la produzione di idrogeno a partire da una soluzione acquosa di alcoli rinnovabili come etanolo, glicerolo o altri alcoli estratti da biomasse. La reazione avviene in quello che è stato definito un “elettrolizzatore anodico” costituito da nanoparticelle di palladio, depositati su architetture tridimensionali di nano­tubi di titanio.

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In alcuni Paesi, come in Germania, l’idrogeno è impiegato per assorbire i picchi di produzione tipici delle fonti rinnovabili, in particolare, nel caso della Germania, la produzione dell’idrogeno si attiva mediante al surplus energetico prodotto dai parchi eolici: il progetto tedesco di Prenzlau è capace di generare 120 metri cubi di idrogeno all’ora. Non solo Germania, la società canadese FireWater Fuel, ha sviluppato un innovativo sistema che sfruttando dei catalizzatori a buon mercato riesce a produrre idrogeno dal surplus energetico degli impianti eolici e fotovoltaici, grazie a questo processo, l’energia prodotta durante le ore di picco può essere ridistribuita nella rete quando la domanda elettrica aumenta.

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